giovedì 19 dicembre 2013

Ministero del lavoro: La fantasia al potere..... ma sempre a scapito dei disabili ?



Scopro con non poca sorpresa che si continua ad inventare di tutto e di più pur di aggirare le norme sul collocamento obbligatorio dei lavoratori disabili.
A ben quattordici anni dall’approvazione della legge 12 marzo 1999, n. 68, infatti, il Ministero del Lavoro mantiene impropriamente ed illegittimamente in vigore una norma transitoria, l’articolo 11, comma 2, del DPR 333 del 2000, ampiamente scaduta, che consentiva alle aziende di computare nella quota dei disabili da assumere anche orfani e vedove chiamati ai sensi della legge 482 del 1968, entrati in servizio in data precedente all’approvazione delle nuove norme.

Fatto ancora più grave è che tale ulteriore “agevolazione transitoria” non è reiterata da una legge o da un decreto, bensì da una semplice nota del Ministero stesso, prot. n. 257/01.14, recapitata a tutti gli uffici di collocamento, redatta sulla base di un parere di un non meglio identificato “Ufficio di consulenza giuridica” , espresso con nota n. 99263/16/99/22 del 14 febbraio 2005.

Una nota stonata, se  a suonarla è un Ministero che avrebbe come mission quella di far lavorare la gente, in particolare chi incontra più difficoltà degli altri. Una nota che sottrae qualche migliaio di posti di lavoro ai tanti disabili che attendono da anni una chiamata.

Se a tutto ciò si aggiunge la pressoché totale indifferenza degli ispettorati del lavoro al tema, si legga la Relazione al Parlamento, si comprendono le ragioni dei ripetuti richiami all’Italia da parte di importanti istituzioni internazionali sul basso livello di occupazione dei disabili.

Che dire. Una norma transitoria può aver senso nel breve periodo, perché può servire ad agevolare l’avvio di nuove procedure per le imprese. Ma dopo ben quattordici anni suona come un’ennesima beffa per quei tanti che nonostante tutto continuano a credere nella legge e nelle istituzioni e partecipano ai bandi del collocamento obbligatorio.

Ministro Giovannini e Sottosegretaria Guerra  se ci siete, battete un colpo!

Augusto Battaglia