martedì 23 settembre 2014

Dopo di Noi. Durante Noi



Sintesi dell'audizione alla Camera  del 23/09/2014
 
 Il problema del Dopo di Noi, se si vuole trovare una soluzione adeguata, deve divenire il Durante Noi, in un grande processo di integrazione sociale, dove attori ed interlocutori siano il territorio, le famiglie, i giovani. 

Le famiglie ne devono essere le prime protagoniste, favorendo e promuovendo il loro associarsi allo scopo di affrontare con la società la valorizzazione della vita del disabile, nella sua autonomia, dando seguito al lavoro avviato con l’integrazione scolastica. Un percorso virtuoso che dalla scuola, come un grande processo di riabilitazione, deve continuare assolutamente nel Durante Noi, in vista anche del Dopo, da preparare nel tempo. Associazioni di famiglie e fondazioni ad hoc con la collaborazione del terzo settore devono essere protagoniste di questa nuova fase. 

Ma il protagonismo della famiglia deve essere accolto e promosso dall’ente locale, come responsabile della vita sociale e della presa in carico del problema del grave. Si deve uscire dall’ ottica puramente sanitaria. L’ente locale, come coordinatore anche delle forze del territorio, in collaborazione con le organizzazioni delle famiglie deve accompagnare la persona disabile nel suo percorso di vita, favorendone il processo di integrazione, su tutti i fronti, per una sua autonomia ed emancipazione possibile, nel presente e in vista del futuro.

Occorre dare il via ad un ampio processo teso alla creazione di case famiglia, residenze assistite, gruppi appartamento, fattorie sociali anche, perché l’agricoltura è un ambito che favorisce ed aiuta l’integrazione. Tutte situazioni dove i giovani disabili si integrano anzitutto tra loro e si emancipano il più possibile, sostenuti dalla famiglia che in questo modo cerca l’aiuto della società. Ma soprattutto dove siano aiutati dai giovani che li accompagnano, anche professionalmente con le loro competenze tecniche ove necessario, per far vivere ad essi un processo di normalizzazione della loro vita nella società. Si svilupperà così la grande funzione sociale del disabile che, accolto pienamente, diventa, come sosteneva papa Giovanni Paolo II nel 2001, testimone privilegiato di umanità di cui tutti si avvantaggiano.

Una osmosi graduale sempre più piena di emancipazione verso l’autonomia, tra quello che la famiglia sa dare e seguita a dare e quello che il territorio può offrire perché il processo di autonomia si attui piano piano, secondo il bisogno della persona disabile, della sua dignità e della sua utilità sociale, ma anche secondo i bisogni e le necessità delle famiglie di essere aiutate, non restando più sole.

Case famiglia, gruppi appartamento, residenze assistite, ambiti di socializzazione come ausili allo sviluppo della autonomia. Una serie di soluzioni residenziali che non si pongano come strutture isolate ma il più possibile integrate nella società, in ampi processi di socializzazione, di relazioni umane tra cui, dove è possibile, non può assolutamente mancare il processo di formazione e avvio al lavoro, anche in forme di lavoro protetto, integrato con i giovani, come nelle cooperative sociali di tipo B.

Possono dirsi tre i protagonisti del Dopo di Noi attraverso il Durante Noi:
 1° - il territorio di cui artefice e responsabile in primis è l’ente locale, che raccoglie tutte le energie e le collaborazioni del terzo settore. Un ente locale che si dota di strutture adeguate, ricorrendo anche alla finanza etica ed alle altre istituzione preposte.
2° - le famiglie che con le loro organizzazioni favoriscono questo processo di emancipazione dei loro figli, uscendo dall’ottica pura assistenziale, con tutto il loro aiuto, anche economico, che deve essere sostenuto, incoraggiato e fiscalmente agevolato.
3° - i giovani che si coinvolgono, spinti da un empito di volontariato, nei vari percorsi di socializzazione, fino alle diverse soluzioni residenziali e di inserimento al lavoro, con le loro professionalità messe a servizio del processo di graduale emancipazione.

Don Franco