giovedì 18 dicembre 2014

  
di Augusto Battaglia


Rispondere alle sfide del sociale, nella condivisione, nella solidarietà e, soprattutto, nella concretezza delle soluzioni, è stato questo lo stile che ha caratterizzato la Comunità di Capodarco nei suoi oltre quarant’anni di lavoro nella metropoli romana. Uno stile che va rilanciato sui tanti temi che sollecitano un nostro rinnovato impegno.

La disabilità in primo luogo che chiede vita indipendente, lavoro, tutela per chi non ce la può fare da solo, sostegno alla famiglia nel “prima” e nel “dopo di noi”. 

Dall’integrazione scolastica al collocamento obbligatorio, alla legge 104 sono stati tanti i risultati positivi in questi anni. Ma sono ancora troppi i lavoratori disabili che attendono invano una chiamata dal collocamento. Vanno sollecitati ad un maggiore impegno aziende e servizi per l’impiego, ed ancora più determinato dovrà essere il nostro impegno per promuovere nuova economia sociale. 

C’è poi chi non può farcela da solo e soffre la mancanza di un fondo adeguato per il necessario sostegno alla non autosufficienza. Ed anche sulla complessa vicenda del “dopo di noi” dobbiamo trovare insieme alle famiglie gli strumenti e le risorse per garantire un futuro sereno e dignitoso ai tanti che vedono venir meno l’indispensabile aiuto dei genitori.

Con la stessa disponibilità non possiamo non guardarci intorno e non vedere intorno a noi una comunità che si interroga sui grandi e rapidi cambiamenti del tessuto urbano. La metropoli e le sue periferie, soprattutto, nell’era della globalizzazione appaiono sempre più un insieme di diversità culturali, etniche religiose. 
Diversità che devono conoscersi, comunicare, dalle famiglie immigrate ai ragazzi dei campi Rom. Perché il rischio è quello di una città spezzata, che si divide e si chiude, che ha paura e genera così tensioni e violenze. E noi non possiamo non impegnarci perché ci si incontri e ci si conosca un po’ meglio, convinti come siamo che solo da questo possa nascere una nuova socialità ed uno sviluppo locale che garantisca qualità della vita e benessere ai quartieri, alle famiglie, alle nuove generazioni.

Ed in un mondo che non ha più confini, né segreti, di cui ormai, in tempo reale grazie ad internet ed ai barconi di Lampedusa, conosciamo ogni limite, problema e conflitto, non possiamo rimanere indifferenti a quanto avviene anche lontano da casa nostra. In quei Paesi che per troppo tempo sono stati lasciati fuori dal progresso, spesso saccheggiati delle loro risorse con la complicità di regimi amici del ricco Occidente. Nel mondo contemporaneo pace, sviluppo, tolleranza sono sempre più valori globali, condizioni frutto di un impegno comune. E la cooperazione con quei Paesi lontani non è più un generoso dono, ma è condizione indispensabile e necessaria per uno sviluppo equilibrato del pianeta.

La partita è impegnativa e la vogliamo giocare, e con noi tanti giovani che vorranno condividere in Comunità un tratto della loro vita nell’impegno professionale, nel servizio civile, nel volontariato. Insieme, per raccogliere le sfide della società che cambia e dare il nostro piccolo, modesto, ma concreto contributo perché cambi in meglio.

Augusto BATTAGLIA