venerdì 26 giugno 2015

FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA

Nei giorni scorsi Federanziani ha lanciato l’ennesimo appello a Governo e Parlamento perché si affronti una volta per tutte il tema non autosufficienza. Siamo in questo campo il fanalino di coda in Europa e tutto ciò comporta disagio, emarginazione e pesanti costi per le famiglie, ma non solo. E’ in particolare il Servizio Sanitario Nazionale che ne fa le spese con circa 9 miliardi di euro di ricoveri impropri, non necessari, ma determinati dalle crescenti difficoltà delle famiglie a garantire assistenza ed una vita dignitosa ai propri cari che per i loro limiti fisici ed intellettivi non ce la possono fare da soli. La Comunità di Capodarco aderisce convinta all’appello e chiede a tutto il mondo della disabilità di scendere in campo.

Sono ormai più di 2 milioni le persone non autosufficienti in Italia. Se vivono a Bolzano godono di assegni di cura rapportati alla gravità del bisogno assistenziale fino a 1.800 euro al mese. Se vivono altrove si devono accontentare di 508 euro dell’indennità di accompagnamento e del poco che possono organizzare Comuni sempre più squattrinati. Tutto ciò è inaccettabile ed è contro la Costituzione perché sui diritti fondamentali non sono ammessi trattamenti differenziati tra cittadino e cittadino sulla base della residenza.

In Parlamento giacciono ormai da anni proposte in materia. Ci auguriamo che l’appello serva almeno ad avviare una discussione. Ma non ci sono i soldi, dirà qualcuno. Come rispondere? Sono diverse le soluzioni possibili, dalla tassa di scopo francese allo scambio con due giorni di ferie, questa la scelta dei lavoratori e dei sindacati tedeschi, che sembra la più praticabile per il nostro Paese. Senza contare i risparmi di spesa pubblica che la misura comporterebbe e le maggiori entrate fiscali e contributive legate alla regolarizzazione di badanti, assistenti familiari e caregiver, oggi in gran parte lavoratori in nero.

Costruire e dare solide basi ad un nuovo welfare, è questo il compito non facile che abbiamo di fronte. Istituzioni, sindacati, parti sociali, associazioni di tutela e rappresentanza di chi vive il disagio non possono sottrarsi alla sfida. Noi nel nostro piccolo siamo in campo e cercheremo di dare il nostro piccolo contributo.


Augusto Battaglia








APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MATTEO RENZI
PER UN NUOVO FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA

Come cittadini italiani seguiamo fiduciosi i tanti sforzi e le iniziative promosse da Governo e Parlamento, finalizzate al risanamento dei conti pubblici, alla stabilizzazione finanziaria, al rilancio economico del Paese. Abbiamo, soprattutto, apprezzato le recenti misure per il rilancio dell’occupazione e di sostegno alle famiglie con basso reddito, come pure il suo impegno personale per l’assistenza ai malati di Sla. Ci auguriamo che a partire da tutto questo prenda corpo in Italia ed in Europa una necessaria, forte e determinata azione che alleggerisca il carico fiscale sulle pensioni, sulle prime case, sui consumi delle famiglie, che rilanci l’occupazione in particolare per i giovani e le fasce deboli del mercato del lavoro, che affronti, altresì, il crescente disagio sociale in un forte e rinnovato sistema di welfare.

Secondo l’ISTAT più del 23 per cento delle famiglie vive un disagio economico e ben 10 milioni di italiani non arrivano o fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Tra questi si conta un numero crescente di anziani, in particolare nella fascia di età in cui malattie croniche e degenerative moltiplicano gli stati di dipendenza e di non autosufficienza, nonché le tante famiglie con figli colpiti da gravi forme di disabilità. Le persone non autosufficienti superano ormai i 2 milioni di unità. Godono di una indennità di accompagnamento di 508 euro al mese e di interventi sociali largamente insufficienti a coprire i costi dell’assistenza. La non autosufficienza è ormai tra le prime cause di impoverimento delle nostre famiglie. Questo perché l’Italia non si è dotata di un adeguato fondo per fronteggiare questi pesanti e crescenti bisogni assistenziali. Ad eccezione delle Province di Trento e Bolzano, che hanno adottato misure legislative chiare e garantiscono, sul modello tedesco e dei sistemi di welfare più avanzati in Europa, assegni di cura rapportati alla gravità del bisogno assistenziale con quattro livelli che vanno da 510 a 1800 euro mensili, nelle restanti regioni il complesso di prestazioni e servizi è generalmente inadeguato. E non è accettabile che per fondamentali diritti quali un’adeguata assistenza ed una vita dignitosa per le persone non autosufficienti, articolo 38, comma 1 della Costituzione, si continuino a tollerare trattamenti differenziati sulla base della residenza anagrafica.

Per tutte queste ragioni chiediamo a Lei, alle forze che sostengono il Governo ed all’intero Parlamento di avviare da subito un processo, anche graduale, che porti all’istituzione di un nuovo Fondo per la Non Autosufficienza che possa garantire in tutto il Paese un sostegno più adeguato alle famiglie che assistono i loro anziani non autosufficienti o i figli gravemente disabili, con indennità rapportate al bisogno assistenziale, fino a 1.800 euro al mese per i casi più gravi. Chiediamo a Lei, soprattutto, misure urgenti e concrete che diano alle famiglie italiane un segno tangibile della volontà del suo Governo di fare uscire il Paese dalla crisi attraverso un percorso virtuoso che porti sviluppo, ma anche giustizia, equità e solidarietà verso i più deboli.