venerdì 8 gennaio 2016

PARSIFAL: "SOLIDALI CON LA COOPERATIVA CAPODARCO"

Il Consorzio di coop sociali esprime la sua solidarietà alla Capodarco dopo l'interdittiva antimafia che esclude la cooperativa dagli appalti: "è stata importante, a Roma, nel Lazio ed in Italia, per aver contribuito a sviluppare un nuovo modello di impresa non profit che il resto d'Europa ha cominciato a comprendere, rispetto a noi, con almeno due decenni di ritardo".


Il Consorzio Parsifal esprime la sua piena solidarietà, senza se e senza ma, alla cooperativa sociale Capodarco che, a seguito dell'interdittiva antimafia ordinata dal prefetto di Roma ad inizio dicembre, sta seriamente rischiando di porre fine ad un'esperienza di imprenditorialità sociale di primario rilievo.

A quarant'anni dalla sua costituzione, Capodarco viene considerata a rischio di permeabilità mafiosa. Allo stato dei fatti, alla cooperativa è preclusa la partecipazione ai pubblici appalti, sua principale fonte economica. Nel contempo, la stessa cooperativa è riconosciuta parte lesa nel processo penale relativo alla gara per l'affidamento del Cup della Regione Lazio. Una situazione paradossale, che mette a rischio 2.000 posti di lavoro, di cui 800 riservati a persone con disabilità.

La cooperativa sociale Capodarco è stata importante, a Roma, nel Lazio ed in Italia, per aver contribuito a sviluppare un nuovo modello di impresa non profit che il resto d'Europa ha cominciato a comprendere, rispetto a noi, con almeno due decenni di ritardo.
 
Affermiamo, con ciò, un fatto noto. Che è diventato evidente a tutti quando, con l'approvazione delle direttive sui contratti pubblici del 2004, l'Ue ha introdotto i cosiddetti laboratori protetti. Norme più segreganti che inclusive, basate su esperienze che la cooperazione sociale di inserimento lavorativo, in Italia e nel Lazio, aveva superato già tra gli anni Settanta e Ottanta. Norme che oggi l'Ue, con la nuova direttiva appalti, ha riveduto ampliamente, tornando, nella sostanza, a formulazioni molto affini a quelle che il Parlamento Italiano, forte di quanto fattivamente era stato già realizzato dalle cooperative integrate e di solidarietà sociale, aveva approvato nel 1991.

Non vogliamo entrare nelle complesse vicende processuali collegate all'inchiesta su Mafia Capitale, anche perché non abbiamo sufficienti elementi conoscitivi per formarci un'opinione qualificata relativa ai fatti che sono oggetto del dibattito processuale.
 
Ma non vogliamo neanche, né possiamo, restare silenti di fronte al pericolo concreto che le inchieste, nel contrastare ed eliminare, com'è auspicabile, il cosiddetto "Mondo di mezzo", abbiano come conseguenza lo sfascio dell'intera cooperazione sociale e la dispersione e la perdita delle moltissime risorse che il nostro sistema è riuscito ad attivare. Con risultati, economici e sociali, che hanno permesso in tanti casi di salvare occupazione e servizi, nonostante la crisi, più e meglio di quanto sia avvenuto in altri settori.

Quegli stessi risultati che motivano la nostra convinzione. Crediamo che la comunità di cui siamo parte sarebbe di molto impoverita se dovesse fare a meno della cooperazione sociale e del suo portato di valori che, nei fatti, non a chiacchiere, hanno significato nel passato e tuttora significano occupazione, lavoro, cura – e quindi integrazione, convivenza e accettazione delle diversità – per decine di migliaia di donne e uomini, altrimenti ridotti ai margini della società.

Ci auguriamo che i soci della cooperativa sociale Capodarco possano assumere le decisioni più appropriate in questo difficilissimo momento e che le Istituzioni siano al loro fianco per garantire, a loro direttamente e alla cooperativa che hanno costituito e fatto crescere con dedizione, entusiasmo e fatica, la continuità della loro opera, fondamentale per tutta la comunità romana e laziale.

Consorzio Parsifal