venerdì 15 gennaio 2016

PAOLO MURATORE COMUNITARIO DI PERIFERIA

Era arrivato al CTO di Milano dalla lontana Palermo dopo un grave incidente stradale che aveva irreparabilmente spezzato la sua colonna vertebrale. Ma, con quel suo carattere forte e volitivo, non si poteva rassegnare alle lunghe, vuote, inutili ed interminabili giornate da ricoverato. 

E proprio per questo, per ricominciare una nuova vita, colse al balzo l’occasione, quando qualcuno gli prospettò la possibilità di raggiungere le Marche dove a Capodarco da pochi anni un gruppo di giovani, disabili e non, stava dando vita in una antica villa abbandonata ad una inedita realtà di integrazione sociale e lavorativa. 

Da lì Paolo Muratore si era poi trasferito a Roma, fra i protagonisti della Cooperativa Ceramica Capodarco, a riempire e spedire scatoloni pieni di piatti, lampade, tazze di ogni misura e tanti pregevoli oggetti formati e decorati dalle abili mani dei suoi compagni di lavoro. Il lavoro, ma anche una famiglia accogliente con la sua Betty, con Pietro e poi Rosetta, e soprattutto una grande voglia di un pieno inserimento nella vita sociale. 

Anche per questo non perse tempo, quando il Sindaco Petroselli pensò fosse giunto il momento di riservare alle persone con disabilità una quota di alloggi popolari nel nuovo quartiere di Tor Bella Monaca. Fece la domanda ed ottenne casa. Tor Bella Monaca, un nuovo inizio, ma senza dimenticare le sue radici, la Comunità, l’impegno per gli altri. 

E’ tra i protagonisti delle tante attività del CIS, Centro Integrazione Sociale, e con la nuova associazione “Handicap, noi e gli altri” diventa formidabile animatore di quella periferia difficile e solido riferimento per tante e tante famiglie che vivono quotidianamente la disabilità. Incontri, sostegno nei tanti problemi quotidiani, assistenza, costante rapporto con le istituzioni locali, “Vivere Insieme” così prendeva nome il periodico con cui raggiungeva centinaia di persone e le informava su quanto di buono accadeva nel mondo della disabilità e, soprattutto, su quanto era bene che avvenisse anche lì, a Tor Bella Monaca. 

 Una vita intensa, difficile, dura, ma bella, che lascerà un segno indelebile in quel quartiere, tra quella gente, ora che Paolo non c’è più, piegato dopo anni di lotta tenace contro un male non più curabile. 

La Comunità di Capodarco ne raccoglierà il testimone per continuare la sua corsa, con i suoi tanti amici, i suoi collaboratori, le tante e tante persone che in tutti questi anni ha saputo coinvolgere e motivare ad un impegno sociale. Noi e gli altri, ancora con Paolo Muratore, nel suo ricordo, nel quotidiano impegno per superare l’handicap e promuovere integrazione e socialità. 

Augusto Battaglia


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