mercoledì 3 febbraio 2016

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SEGNALI POSITIVI DAL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI

Buona notizia per il sociale il via libera definitivo dell'aula del Senato alla legge delega di riforma del codice degli appalti. Le nuove norme prevedono clausole sociali ed escludono con chiarezza gare al massimo ribasso in settori ed attività dove il costo della manodopera è pari almeno al 50 per cento. Procedure di gara quantomeno discutibili, che in queste settimane nella città di Roma, e non solo, stanno rischiando di scardinare una rete di servizi sociali che, pur con tanti limiti, è da anni impegnata a garantire risposte concrete e qualità della vita alle fasce più deboli della società. Quelli sociali, sanitari, educativi sono servizi che richiedono una valutazione della qualità, non certo del prezzo, dal momento che dovrebbe essere per tutti vincolante il rispetto dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.

Le nuove norme recepiscono altresì la direttiva dell’Unione Europea 24 del 26 febbraio 2014, che impegna gli Stati membri ad un’attenzione particolare nelle procedure di appalto alle fasce deboli del mercato del lavoro. “ Gli Stati membri possono riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto a laboratori protetti e ad operatori economici il cui scopo principale sia l'integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità o svantaggiate o possono riservarne l'esecuzione nel contesto di programmi di lavoro protetti quando almeno il 30% dei lavoratori dei suddetti laboratori, operatori economici o programmi sia composto da lavoratori con disabilità o da lavoratori svantaggiati.”, così recita la direttiva. Un indubbio segnale di attenzione per quel variegato mondo dell’impresa sociale che, in particolare con le cooperative sociali di tipo B, ha saputo offrire in questi anni risposte concrete alla domanda di lavoro del mondo della disabilità, della salute mentale, delle dipendenze, come opportunità di riscatto per persone in stato di detenzione. E’ questa l’Europa che ci piace.

Due buoni segnali, indubbiamente, e non resta che attendere i decreti attuativi, che ci auguriamo arrivino presto e, soprattutto, vincolino con chiarezza le Pubbliche Amministrazioni a dare seguito e concreta attuazione alle chiare linee di indirizzo votate dal Parlamento.

Augusto Battaglia