mercoledì 15 giugno 2016

Una buona notizia dalla Camera dei Deputati

E’ finalmente arrivato il voto finale per la legge sul “Dopo di noi”. Una legge a lungo attesa da quella generazione di famiglie che negli anni settanta seppe fare una scelta coraggiosa, quella di credere nella possibilità di una piena integrazione dei loro figli disabili nella scuola, nel lavoro, nella società. 

E furono non pochi i genitori che in quegli anni si rimboccarono le maniche e si gettarono anima e corpo nella difficile impresa di costruire insieme una società diversa ed accogliente, in un duro impegno quotidiano di sostegno ai loro figli e di lotta per ottenere leggi e diritti.

Da quel grande lavoro vennero una dopo l’altra la legge 118 che promuoveva moderni servizi di assistenza e di riabilitazione, il Dpr 384 per l’abbattimento delle barriere architettoniche, la 517 che sanciva il diritto allo studio, la 18 con l’indennità di accompagnamento, la 104 vero e proprio decalogo dell’integrazione, la 162 sulla vita indipendente, la 68 per il diritto al lavoro. Tante poi le leggi regionali in materia e le delibere dei Comuni che andavano a costruire quella rete di servizi domiciliari, diurni e residenziali a supporto di una complessa e non facile quotidianità.

Con la legge approvata Parlamento ed istituzioni hanno saputo dare una puntuale risposta ad un tema 
che ancora una volta quelle famiglie hanno imposto con determinazione all’attenzione dell’opinione pubblica: “Che fine faranno quei nostri figli quando noi genitori non saremo più in grado di assisterli?”. Come promuovere da subito percorsi di integrazione, alternativi alla famiglia ma non emarginanti, perché costruiti “prima del dopo”, avvalendosi della rete di relazioni e di servizi dei territori dove quelle ragazze e quei ragazzi sono cresciuti, con la loro disabilità ma anche con le loro qualità, competenze, affetti, amicizie e voglia di vivere.

La nuova legge risponde con concretezza a questa inedita domanda del mondo della disabilità ed apre una nuova fase. Famiglie, associazioni, volontari, operatori ancora una volta sono chiamati a raccogliere la sfida, prendere il testimone ed avviarsi verso un nuovo e non facile traguardo. Sarà inevitabilmente un cammino duro ed impegnativo, ma ne varrà la pena. E la Comunità di Capodarco con la Fondazione Prima del Dopo sarà anche questa una volta con le famiglie in prima linea.


Augusto Battaglia